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Le più diffuse fake news sulla carne

 

Sono molte le fake news che vengono divulgate relativamente alla carne e al suo consumo, maggiore informazione e conoscenza di tali temi permette di sfatare tutte queste notizie distorte che possono creare anche inutili allarmismi.

 

CI VOGLIONO 15.000 LITRI DI ACQUA PER PRODURRE 1 KG DI CARNE: Falso

(Fonte: Mekonnen, M.M. and Hoekstra, A.Y. (2010) The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products, Value of Water Research Report Series No. 48, UNESCO-IHE, Delft, the Netherlands)

 

La scarsità della risorsa acqua è una problematica mondiale preoccupante e la notizia che occorrono 15.000 lt di acqua per produrre 1 kg di carne ha destato non poca indignazione. Notizia questa certamente inesatta in quanto nel calcolo sono sati inseriti dati non congrui con quelli effettivamente da considerare.


Il Water Footprint è dato dalla somma di tre contributi in parte reali in parte virtuali: l’acqua di evapotraspirazione utilizzata dalle piante per vivere (green water), l’acqua effettivamente utilizzata dai processi produttivi o per irrigare i campi (blue water), e l’acqua virtualmente necessaria a diluire e depurare gli scarichi (grey water). Per i prodotti agroalimentari, ma più in generale per quelli che derivano dalla produzione agricola e zootecnica, la componente acqua verde è di gran lunga la più significativa (oltre l’80%). In altre parole, la quasi totalità dell’acqua utilizzata per produrre carne torna nel suo ciclo naturale. Tenendo dunque conto del consumo effettivo d’acqua per 1kg di carne in una filiera efficiente possiamo affermare che in Italia per produrre 1Kg di carne bovina e nelle migliori condizioni agronomiche di coltivazione di foraggi e mangimi, sono consumati effettivamente 790 litri (ossia solo il 10%-20%).

 

GLI ALLEVAMENTI INQUINANO PIU’ DELLE AUTOMOBILI: Falso

(Fonte: FAO e Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - ISPRA)

 

Una ulteriore notizia inesatta è relativa all’aumento dell’inquinamento dovuto maggiormente agli allevamenti rispetto che al traffico cittadino. Secondo quanto dichiarato le emissioni di CO2 sono state maggiormente attribuite alle attività zootecniche, considerando l’intero ciclo di vita, piuttosto che alle emissioni delle automobili. Anche in questo caso sono stati inglobati nei calcoli dati sulle emissioni dirette e indirette di tutta la filiera zootecnica, dal letame applicato al suolo al confezionamento finale del prodotto, mentre per il conteggio relativo al traffico sono state considerate solo le emissioni di CO2 dirette. Risulta chiaro che i due dati non sono scientificamente comparabili. Considerando anche il fatto che il metano emesso da ruminanti persiste in atmosfera per soli 10 anni a differenza delle emissioni di metano delle auto che rimangono in atmosfera per mille anni. La FAO stima che il reale contributo della zootecnia ai gas serra è del 14.5% su scala globale e del 5.2% per l’Italia (dato ISPRA). L’incidenza del settore carni sull’inquinamento è dunque pari a solo il 10% circa su scala globale mentre è al di sotto del 4% in Italia.

 

 

MANGIARE CARNI ROSSE E INSACCATI FA VENIRE IL CANCRO: Falso

(Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS)

 

La divulgazione della notizia che il consumo di carne rossa e insaccati procura il cancro è assolutamente falsa, in quanto non è stato mai dichiarato dall’OMS. Quest’ultimo, infatti, ha analizzato il possibile aumento del rischio di sviluppare il cancro conseguentemente solo in relazione ad un consumo eccessivo di carne. L’abuso di qualsiasi alimento fa male ma sulla carne è stato posto un ingiusto e ingiustificato accento, diffondendo notizie distorte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha mai consigliato di non mangiare carne, anzi in tutte le linee guida, viene considerato come un alimento dall’alto valore nutrizionale dato che i vegetali da soli non bastano. Anche la dieta mediterranea, la più salutare al mondo, prevede il consumo di carne in relazione all’apporto proteico per il fabbisogno nutrizionale.

 

LE CARNI SONO PIENE DI ANTIBIOTICI: Falso

(Fonte: Autorità europea per la sicurezza alimentare - EFSA)

 

La presenza di antibiotici ed ormoni nelle carni commercializzate è un altro mito da sfatare in quanto, soprattutto in Europa e in Italia, dove vige una normativa in merito, la somministrazione di tali sostanze si preferisce evitarla cosi come per le carni di importazione. I controlli dell’EFSA sulla terapia antibiotica praticata, attestano invece un sistema rigoroso in cui meno dello 0,1% di campioni risulta fuori norma rispetto al 99,99% di campioni senza alcuna traccia. Grazie all’introduzione della ricetta elettronica l’intera filiera dei farmaci viene altresì continuamente monitorata, ad un anno dalla sua introduzione è emerso che la vendita di antibiotici non sempre corrisponde ad un effettivo utilizzo. Molti di essi vengono utilizzati per animali da compagnia. La zootecnia è il settore più impegnato nella riduzione di tali sostanze antibiotiche con percentuali di riduzione che arrivano a più dell’80%.

 

Fonte: “Le più diffuse fake news sulla carne - Assunta Susanna Bramante - iMEAT GIORNALE Marzo-Aprile 2021

 

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